Venerdì 5 novembre arriva al Baraonda di Massa il tour dei Mambassa. La band presenterà il disco “LP”, uscito il 26 Ottobre per EMI Music. Trascinato dal successo del singolo apripista “Casting” uscito ad aprile, il cui video-denuncia sul precariato nel mondo del cinema (a cui hanno partecipato molti celebri attori tra cui Martina Stella, Claudio Gioè, Michela Quattrociocche, Diane Fleri ecc.) è diventato un caso mediatico, “LP” è un disco fatto di canzoni aperte, ariose, eppure sofferte.
Un disco che si propone di diventare una guida per orientarsi nello scenario di questo terzo millennio: un pianeta sovraffollato di gente sola. Una collezione di canzoni per uscire dal buio, una bottiglia di whisky offerta al soldato colpito da una pallottola: non cura davvero le ferite ma scalda il petto, rinsalda il coraggio perduto. Il tempo è una scia incandescente, la vita è una risma di fogli incendiati uno alla volta e le canzoni fanno quello che devono fare: regalano viaggi nel tempo di quattro minuti.
“Lonelyplanet” arriva a sei anni di distanza dal precedente “Mambassa”, ed a quindici anni dalla nascita della band, come ricorda Stefano Sardo, cantante della band nonché affermato sceneggiatore cinematografico premiato al Festival del Cinema di Venezia del 2009 con “La doppia ora”:
“Alla fine ci abbiamo messo sei anni, a tornare davvero.Tanto è passato dall’uscita di quel quarto album omonimo, alla nuova collezione di canzoni, Lonelyplanet Tanto ci è voluto perché ritrovassimo l’occasione di mettere tutti i tasselli in fila, e ributtare il cuore in questa cosa con quella convinzione un po’ ingenua, che assomiglia a quella che avevamo ai tempi della nascita della band, nel ’95 , quando eravamo poco più che ragazzini. Ci abbiamo lavorato con calma, registrando in tranche diverse, perfino in posti e in anni diversi. E’ cambiata la formazione, in questo arco di tempo, ma il lavoro è andato avanti, con una sua piacevole inesorabilità. E delle venti e più che abbiamo inciso con il prezioso, inestimabile contributo costante di Andrea Bergesio, alla fine ne sono sopravvissute la metà: abbiamo scelto i brani che hanno resistito ai mille ri-ascolti, beneficiando del lusso del tempo, per una volta, che è l’unica ricchezza che ci siamo concessi. Non siamo più le persone che eravamo, – prosegue Stefano - e non solo perché la formazione è cambiata qualche volta, in 15 anni. Anche io, anche Fabrizio e Massimo, i tre Mambassa che ci sono fin dall’inizio, non siamo più gli stessi. Ma non solo, è proprio l’Italia, che è cambiata. E noi, non lo so se è un bene, ci siamo cresciuti dentro. Siamo diventati uomini. Ma non sono tanto queste parole, ad attestarlo. Lo dicono meglio le canzoni, io credo. Che anche quando uno non vuole, le canzoni finiscono sempre – quando sono sincere – per tradire la storia che le ha generate. Penso che sia il momento, questo, che i Mambassa trovino davvero un pubblico a cui raccontarla.”
SUL WEB: www.mambassa.com
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MAMBASSA in tour
25.09.10 Notte Bianca Bra
20.10.10 La Casa 139 (Milano)
23.10.10 Ratatoj (Saluzzo)
05.11.10 Baraonda (Massa Carrara)
06.11.10 Circolo degli Artisti (Roma)
12.11.10 Hiroshima mon amour (Torino)
26.11.10 Arci Acropolis (Vimercate – MI)
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BIOGRAFIA
“Una band in stato di grazia” così nel 1996 venivano definiti dalla stampa i Mambassa, freschi vincitori del contest nazionale “Indipendenti”, promosso da una rivista di settore. A confermare la freschezza del sound della band, nata a Bra nel 1995 grazie a due irrequieti divoratori di vinile, Fabrizio Napoli e Stefano Sardo, in costante pendolarismo verso la Torino dei club e dei concerti degli anni Novanta, l’esordio discografico con “Umore Blu Neon”, album pubblicato da Claudio Cecchetto e prodotto da Max Casacci dei Subsonica. Dopo la pubblicazione del disco la band, spinta anche da un forte airplay radiofonico e televisivo (il brano “Tracce” e la title track “Umore Blu Neon” e la cover di “Pensiero Stupendo”) partono per un lungo tour durante il quale porteranno in giro per l’Italia per un’ottantina di date il loro spettacolo. Nel 1999 esce il loro secondo lavoro, “2M”, prodotto da Carlo Rossi, che chiude una travagliata serie di vicissitudini contrattuali e discografiche, che li porta dalla Fri alla Mescal. In quegli anni la critica li segue con interesse attendendo anche il disco successivo “Mi manca chiunque” (2002), un album (il titolo è un omaggio a D.F.Wallace) di canzoni maturo e malinconico, un’antologia di piccole storie fotografate con l’ironia un po’ beffarda di chi non ha granché da perdere. Nello stesso anno, Stefano Sardo dà alle stampe il suo debutto narrativo, L’america delle kessler, (Arcana). Nel gennaio 2003 esce “Il cronista (e altre storie)”, un ep con inediti e un video molto fortunato (della title track, firmato da Lorenzo Vignolo), che riceve premi e consensi. Sia il video, che l’esperienza esaltante come band di supporto nel trionfale tour dei Subsonica, consolidano i Mambassa come una delle realtà più interessanti del panorama nazionale. Nel girovagare del tour 2003 i Mambassa si imbattono in Davey Ray Moor (ex-leader dei Cousteau) che nel giugno 2004 produce il quarto album della band di Bra, “Mambassa”. Con Moor la band trova la dimensione lavorativa congeniale e sforna il suo disco più adulto e sorprendente. Anticipato dal singolo e dal video de “L’antidoto”, l’album esce il 22 ottobre 2004. Dopo pochi giorni dalla pubblicazione, il 29 ottobre, i mambassa sono di nuovo sulla strada, per un nuovo tour italiano. Dall’album è tratto il brano “Stop” il cui video, realizzato da Giuseppe Gagliardi con veri operai delle acciaierie di Terni come protagonisti, è tra i vincitori del Premio Videoclip Italiano 2006. Dopo quattro dischi e oltre trecento concerti all’attivo, i Mambassa decidono di prendersi una pausa. Stefano Sardo, che ha iniziato già da qualche anno la carriera di sceneggiatore a Roma, partecipa nel 2009 al Festival del Cinema di Venezia con il suo La doppia ora. In questi anni i Mambassa non si sono persi di vista ne hanno smesso di scrivere canzoni. Senza fretta, senza smania, hanno accumulato le migliori, registrandone più di venti tra il 2007 e il 2009, con l’aiuto di Andrea Bergesio, già responsabile del sound di Mambassa. Nell’estate del 2009 il nuovo disco prende finalmente forma. La band cambia di nuovo, entra un tastierista Fulvio Bosco, il sound si apre, diventa più armonico, le ballate più ricche e avvolgenti. E finalmente, nel 2010, a quindici anni dalla nascita del gruppo, ecco “Lonelyplanet”, il quinto album di inediti.
Stefano Sardo – voce, chitarre
Fabrizio Napoli – chitarre, cori
Gianfranco Nasso – basso
Fulvio Bosco – tastiere, programmazioni
Massimo Lorenzon – batteria
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UFFICIO STAMPA: Niccolò “Libellula Music” press@libellulamusic.it – 3927208477